La detrazione delle spese del collaboratore domestico

leggi l'articolo sulla deducibilità delle spese del collaboratore domestico

Tempo di 730, tempo di raccolta di tutte le ricevute dei costi sostenuti, per ottenere la detrazione delle spese del collaboratore domestico.

Detrazione o deduzione? 730 o unico? Quali spese sono previste? La normativa è molto vasta ed è facile fare confusione. In questo articolo faremo un po’ di chiarezza sull’argomento in modo da poter affrontare al meglio l’adempimento.

Le famiglie che lo scorso anno 2019 hanno versato dei contributi a favore di Colf, Badanti o Baby sitter tramite la dichiarazione dei redditi, possono ottenere la detrazione delle spese del collaboratore domestico. I contributi versati sono basati sulla retribuzione oraria.

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Detrazione delle spese del collaboratore domestico, la scadenza del 730.

Dal 5 maggio 2020 è possibile effettuare la dichiarazione dei redditi. Data la situazione contingente del periodo, la scadenza è stata prorogata dal 23 luglio al 30 settembre 2020.

Nella dichiarazione precompilata, i contributi versati nel 2019 per i lavoratori domestici sono già presenti in modo più dettagliato. Nello specifico, sono già esposti i contributi previdenziali versati all’INPS tramite il cosiddetto “Libretto di famiglia”.

Che cos’è il libretto di famiglia e a cosa serve?

Si tratta di un nuovo strumento introdotto dal Governo per pagare le prestazioni occasionali dei lavoratori, tra cui i collaboratori domestici.

In sostanza si tratta di un libretto prepagato per poter liquidare attività lavorative domestiche come assistenza ai bambini, agli anziani, giardinaggio, ripetizioni, pulizie, ecc.

Le prestazioni svolte devono essere occasionali, non superiori ad un’ora di lavoro e inferiori alla retribuzione annua di € 2.500. Inoltre tramite il libretto di famiglia, è possibile usufruire dei “Voucher baby sitter”.

Il Voucher baby sitter

Il Voucher baby sitter previsto per il 2020 era di € 600 portato poi ad € 1.200 data la situazione attuale. Agli operatori socio sanitari spetta invece un voucher baby sitter di € 2.000.

Il voucher è usufruibile per le famiglie con bambini minori di 12 anni e in un contesto dove entrambi i genitori lavorano.

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Posso usufruire della deduzione o della detrazione delle spese del collaboratore domestico?

Anche se sembrano similari, la detrazione e la deduzione sono metodi diversi per recuperare le spese dal proprio carico fiscale.

La deduzione è applicata in prima battuta, andando a ridurre la base imponibile su cui vengono calcolati i tributi da versare.

La detrazione invece viene applicata in un secondo momento, abbattendo direttamente l’imposta lorda.

Si possono dedurre fino ad un massimo di € 1.549,36 annui, i contributi versati nei confronti degli addetti all’assistenza come Colf, Badanti e Baby Sitter, il tetto massimo di deducibilità non varia a seconda del reddito.

È importante tenere tutte le ricevute dei pagamenti effettuati.

La detrazione delle spese del collaboratore domestico è applicabile per il 19% sull’imposta lorda fino ad un massimo di € 2.100 all’anno, previste per l’assistenza di persone non autosufficienti.

Per applicare la detrazione, il reddito totale dev’essere inferiore ad € 40.000 e la deduzione dei contributi versati ad esempio per una Colf possono essere sommati alla detrazione delle spese del collaboratore domestico.

Per richiedere l’agevolazione bisogna essere in possesso del certificato medico attestante, e le ricevute delle retribuzioni versate.

A tal proposito, nella legge di bilancio 2020 è stato introdotta la tracciabilità delle spese detraibili.

La tracciabilità consiste nell’obbligo di effettuare i versamenti degli stipendi tramite modalità telematiche come bonifico, carta di credito, pos cc..altrimenti non è possibile richiedere la detrazione delle spese.

E’ importante specificare che tale modalità e prevista nei confronti del datore di lavoro di un collaboratore domestico assunto con il livello C Super o D Super.

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Chi può aderire alla detrazione delle spese del collaboratore domestico?

La detrazione può essere richiesta dal diretto assistito oppure da parte dei familiari titolari della spesa.

Infatti, secondo la circolare dell’Agenzia delle Entrate, la detrazione è prevista per il soggetto che sostiene la spesa anche se non si tratta del diretto interessato.

Cosa si intende per parenti o familiari titolari della spesa?

Il Codice Civile ritiene parenti/familiari addetti alla detrazione delle spese: i figli e i loro discendenti, il coniuge, i genitori, i nonni, le nuore e i generi, la suocera/o ed i fratelli e sorelle.

Nel caso le spese siano sostenute da più soggetti per uno stesso assistito, devono essere ripartite tra loro e la quota massima di € 2.100 non varia a seconda del numero di persone assistite.

Come abbiamo visto in questo articolo, è molto importante tenere in ordine la propria piccola contabilità domestica, in modo da poter usufruire senza troppa fatica degli aiuti previsti per l’assistenza domestica.

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